FOTO DELLE ISOLE TUVALU (DESTINATE A SCOMPARIRE SE LE NAZIONI NON DIMINUIRANNO L'EMISSIONE DI GAS SERRA)
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sabato 10 aprile 2010

UN ALTRO TERMOVALORIZZATORE IN PROVINCIA DI TARANTO

Le politiche ambientali (con alcune lodevoli eccezioni come quella del Consorzio Priula e delle recenti iniziative della Provincia di Roma) in Italia hanno due parole chiave (per usare un termine della Rete): ampliamento delle discariche e termovalorizzatori.Parlare di piani per la raccolta differenziata ai nostri amministratori è come parlare al diavolo dell’acqua santa. Non parliamo poi di business derivato dalla differenziata: quello neanche si sa che cosa sia. L’ultima iniziativa in Provincia di Taranto è stata la riapertura del termovalorizzatore dell’Azienda Multiservizi e Igiene Urbana (AMIU) di Taranto. Tutti sanno che Taranto è la città più martoriata d’Europa per l’inquinamento ambientale: Peacelink ha stimato che a Taranto sia concentrato il 90,3% delle emissioni nazionali di diossina nazionale, interi allevamenti sono stati chiusi per la presenza di diossina negli animali.

In questo contesto, cosa fa l’AMIU? Apre un termovalorizzatore. Ricordo ai più che il termovalorizzatore brucia rifiuti (trattati precedentemente) per generare energia elettrica. Sembrerebbe l’uovo di Colombo, se non fosse per delle “piccolissime” controindicazioni. La prima è relativa ad una legge chimica che si studia da tanto tempo, la legge di Lavoisier, che recita così: “In natura nulla si crea o si distrugge, ma tutto si trasforma”. La chimica stabilisce, infatti, la legge della conservazione della massa tra reagenti e prodotti. Tutto ciò che si brucia, quindi, non scompare, ma è soltanto trasformato. In cosa, si potrà chiedere il lettore, può essere trasformato il composto prodotto dai rifiuti? In polveri sottili ed ultrasottili. Due parole che tranquillizzerebbero, se non fosse per i loro effetti nocivi sulla salute (cancro, problemi respiratori, mortalità cardiopolmonare solo per citarne alcuni) che sono documentati da un’abbondante letteratura scientifica (gli scettici possono trovare una bibliografia alla fine dell’articolo dove regna imperioso il convegno organizzato nel 2006 dall’ARPA Emilia-Romagna. Esiste addirittura una branca che si occupa delle nanopatologie, ovvero delle patologie da polveri ultrasottili).
Questi studi dovrebbero far riflettere qualsiasi amministrazione, che dovrebbe tentare di investire in un processo virtuoso di riuso dei rifiuti invece che accettare un termovalorizzatore. Invece no, a Taranto decidono di riaccenderlo. Non si pongono un obiettivo, magari ambizioso, di fare una differenziata vera e raggiungere o superare la fatidica soglia del 65% di differenziata. Non si pongono l’obiettivo di creare occupazione con la raccolta differenziata, come avviene da altre parti, anche sollecitando la ricerca universitaria e di alta tecnologia associata all’ambiente. Niente di tutto questo. Si preferisce bruciare i rifiuti.

E pensare che la Regione Puglia è Regione Obiettivo 1, ovvero ha soldi dall’unione Europea tramite i progetti POR. Perchè non tentare di fare un progetto serio, usando i finanziamenti a disposizione della Regione Puglia, per far partire una seria differenziata, come nel Consorzio Priula? Dopo questo spunto di riflessione, ecco l’elenco promesso degli articoli scientifici:


[1] FRANCHINI M. ed altri, “Health effects of exposure to waste incinerator emissions:

a review of epidemiological studies”, Ann Ist Super Sanità 2004;40(1):101-115

[2] GATTI A., “Nanopathology, The role of micro and nano particles in biomaterial induced pathology”, Progetto Europeo QLRT-2002-147 presentato al convegno “Polveri Ultrafini e Nanoparticelle” organizzato dall’ARPA Emilia Romagna, Ferrara 2006

[3] COLACCI A., “Effetti cellulari e molecolari indotti da particelle ultrafini”, Atti del convegno “Polveri Ultrafini e Nanoparticelle” organizzato dall’ARPA Emilia Romagna, Ferrara 2006

[4] DI VIRGILIO F., “Effetti delle polveri ultrafini e delle nanoparticelle a livello cellulare e molecolare” , Atti del convegno “Polveri Ultrafini e Nanoparticelle” organizzato dall’ARPA Emilia Romagna, Ferrara 2006

[5] FORASTIERE F., “Evidenze epidemiologiche degli effetti sanitari derivanti dall’esposizioni a polveri ultrafini e nanoparticelle”, Atti del convegno “Polveri Ultrafini e Nanoparticelle” organizzato dall’ARPA Emilia Romagna, Ferrara 2006

[6] OBERDÖRSTER G. ed altri, “Nanotoxicology: An Emerging Discipline Evolving from Studies of Ultrafine Particles”, Environmental Health Perspectives, volume 113, numero 7, Luglio 2005

martedì 24 giugno 2008

CHI HA AVUTO HA AVUTO HA AVUTO.. CHI HA DATO... SCURDAMMOCE O PASSATO -- TERMOVALORIZZATORE A NAPOLI

La situazione in Campania, per i rifiuti, è drammatica. Vedendo quello che mostrano in televisione, si diventa preda di uno sconforto che fa accettare i termovalorizzatori come male minore. E infatti il Sindaco di Napoli ha parlato di termovalorizzatori e della loro non-pericolosità. Nessuno che ha parlato di investire per la raccolta differenziata a Napoli e dintorni. Nessuno che parla di creare occupazione. Ma ecco una "chicca" pubblicata tempo fa sul sito di Beppe Grillo:

La portavoce del ministero dell’Ambiente della Sassonia ha dichiarato: “I rifiuti non sono stati bruciati negli inceneritori, sono stati separati i rifiuti organici da quelli solidi, che diventeranno materie prime secondarie, una parte minore è stata trattata in un impianto meccanico-biologico e verrà venduto alle industrie”.

Niente termovalorizzatori, quindi. Ma differenziazione dei rifiuti. Perchè non acquistare un impianto di questo tipo e rivendere, da Napoli, i rifiuti trattati? Vi immaginate che giro di affari ci sarebbe e quanta occupazione creerebbe? Niente da fare. Paghiamo la Germania per trattare i rifiuti e anche per le materie che acquistiamo da loro e che provengono dall'immondizia della Campania.

Per quanto riguarda la pericolosità, leggete questo articolo della rivista italiana dell'Istituto Superiore della Sanità, rivista quindi attendibilissima:

http://www.iss.it/binary/publ/cont/401101.1144756619.pdf

Io non dico nulla. E' in inglese, ma l'abstact è tradotto in italiano. E comunque, l'inglese si può tradurre.



mercoledì 13 febbraio 2008

SOLUZIONI PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI: IL CASO HALIFAX

Come promesso, mostrerò soluzioni concrete per la gestione del ciclo dei rifiuti. I cittadini potranno verificare che la gestione del ciclo dei rifiuti può avvenire in altro modo, così come avviene in altri paesi, e può creare dei posti di lavoro anche altamente qualificanti NELLE ZONE DI INTERESSE, mentre altrimenti si creano posti di lavoro SOLO nelle zone delle aziende che costruiscono i termovalorizzatori. Le proposte concrete cominciano dal “copiare” quello che fanno gli altri e che funziona. E’ la cosa più semplice ed efficace, inutile sforzarsi nel reinventare la ruota.
Prima di descrivere la nostra prima proposta, voglio far notare che negli altri paesi si parla di progetti ambientali e si utilizzano le tecniche consolidate di project management. Non si improvvisa nulla né si lavora sotto crisi. Il Project Management aiuta l’ambiente e DEVE cominciare ad essere usato in Italia dalla PA per quanto riguarda la gestione dell’ambiente. Cosa significa utilizzare il Project Management? Significa individuare degli obiettivi, fare un piano di lavoro per realizzarli e controllare la loro realizzazione, affidando ad una persona la responsabilità del completamento del progetto. Molto semplice. Ovviamente la parte importante sono gli obiettivi, che DEVONO essere politici. Vedremo che anche gli obiettivi “educativi” nei confronti delle persone sono realizzabili se attuati sistematicamente.
Il primo progetto da prendere a modello (la fonte è Greenpeace) è quello realizzato in Halifax in Canada.

Il Municipio di Halifax ha una popolazione base di circa 350.000 abitanti in 133.000 abitazioni circa, con una produzione annuale di 260.000 tonnellate di rifiuti. Per anni i municipi dell'area, come Halifax, Bedford, Dartmouth e la più rurale Contea di Halifax, hanno fatto affidamento allo smaltimento in discarica, come metodo primario di gestione dei rifiuti. Uno dei criteri stabiliti dal Comitato della Comunità di Stakeholders (gli stakeholders sono persone che hanno un interesse nel progetto) , che partecipava al processo di pianificazione della strategia sui rifiuti, era il non poter smaltire in discarica l'organico grezzo. Il Comitato riteneva fosse più sensato farlo degradare il più velocemente possibile in un ambiente controllato, per poi smaltirlo in discarica una volta stabile, piuttosto che usare tempo e denaro per evitare i problemi causati dalla presenza diretta di tale materiale in discarica. Gli Stakeholders intuivano che la migliore soluzione fosse basare il programma di raccolta e gestione sulla separazione alla fonte. Credevano che se il sistema si fosse basato solo sul trattare i rifiuti misti in un impianto centralizzato, non avrebbe incentivato la gente a imparare qualcosa sulla gestione dei rifiuti e a modificare le proprie abitudini di consumo. Fondare il programma sulla separazione alla fonte significava far avvenire anche la riduzione e riuso dei rifiuti.
Il Comitato stabiliva che i rifiuti fossero separati in tre flussi: riciclabili, compostabili e rifiuti residui. (venivano raccolti anche i rifiuti urbani pericolosi). Il piano richiedeva anche la costruzione di un impianto per i rifiuti domestici pericolosi, di una discarica
moderna, di un impianto di trattamento e stabilizzazione dei rifiuti urbani misti e di impianti di compostaggio.

Il sistema per la raccolta dei rifiuti include:
- La separazione alla fonte dell'organico, riciclabili e rifiuti residui. Raccolte bisettimanali di organico e rifiuti residui
- raccolta settimanale dei riciclabili (bisettimanale nelle aree rurali)
- uso di carri areati per la raccolta organica
- una sede che includa un impianto di trattamento dei rifiuti misti in grado di lavorare 119.000 ton/anno di RSU, un sistema di compostaggio a 13 canali con letto mobile per trattare i rifiuti eterogenei una volta rimossi i riciclabili
- una discarica per i rifiuti stabilizzati.
Il flusso totale dei rifiuti solidi è costituito per il 55% dal settore residenziale e per il 45% da quello commerciale. I settori istituzionali, commerciali ed industriali sono responsabili delle proprie raccolte.

Cosa impariamo da questo progetto? Impariamo quanto segue:
a) Si devono coinvolgere tutti i soggetti interessati (popolazione, industria, etc) per definire la strategia di gestione dei rifiuti
b) Si deve creare un Comitato della Comunità Locale per seguire il progetto
c) La separazione dei rifiuti la fanno i cittadini, proprio per "educarli" al rispetto dell'ambiente
d) La Raccolta alla fonte avviene in tre flussi (praticamente tre bidoni...): riciclabili, compostabili e rifiuti residui
e) Si devono costruire vari impianti: un impianto per i rifiuti domestici pericolosi, una discarica moderna, un impianto di trattamento e stabilizzazione dei rifiuti urbani misti e impianti di compostaggio
I Punti a), b) c) d) ed e) si possono benissimo considerare come obiettivi "strategici" o "politici" per un progetto di gestione dei rifiuti da attuare nei nostri comuni, magari aggiungendo anche qualcos'altro , come ad esempio la percentuale di riciclo da raggiungere entro un determinato periodo.

martedì 5 febbraio 2008

LETTERA DI SCIENZIATI ITALIANI CONTRO I TERMOVALORIZZATORI

Dal sito di BeppeGrillo riporto una lettera aperta di scienziati italiani al Commissario Europeo Dimas, che di seguito pubblico. Spero proprio che in Puglia li ascoltino, visto quanto sta succedendo (vedi http://www.rassegnastampacrp.com/archivio.aspx?id=39668). Personalmente, a breve comincerò a parlare di come gli altri paesi stanno risolvendo il problema.
Ecco la lettera.

"Egregio Commissario Dimas,siamo cittadini italiani e siamo costernati per quanto sta capitando nel nostro paese, ormai diventato lo zimbello del mondo per la vicenda dei rifiuti in Campania. Oltre 14 anni di gestione in regime di emergenza non hanno risolto assolutamente nulla, anzi hanno aggravato sempre più un problema che non ha assolutamente nulla di “emergenziale” perché in tutti i paesi del mondo si producono rifiuti.Le direttive dell’UE forniscono una chiara gerarchia dei trattamenti per il loro smaltimento: riduzione, riciclo, riuso, e solo per la quota residua recupero energetico e non solo tramite incenerimento. Purtroppo la crisi napoletana appare del tutto strumentale al fare passare nel nostro paese l’incenerimento come metodo privilegiato per la soluzione del “problema rifiuti”, ribaltando completamente ciò che la stessa UE suggerisce. In Italia non sono messe in atto, se non in singole virtuose realtà grazie ad amministratori responsabili , quei metodi di raccolta (door to door) che responsabilizzano i cittadini e che possono garantire una buona qualità del prodotto differenziato ed il loro effettivo recupero.L’incenerimento continua ad essere incentivato, solo nel nostro paese, come fonte di energia rinnovabile, nonostante il minimo rendimento energetico di questi impianti (che sono per la maggior parte impianti di rifiuti tal quali), i gravi danni all’ ambiente e all’ economia che anche di recente si sono registrati( latte contaminato oltre il consentito da diossine a Brescia, territorio già gravemente inquinato, ove funziona il più grande inceneritore d’ Italia) e nonostante il fatto che il kilowattora ottenuto bruciando rifiuti, sia quello gravato dalla massima emissione di CO2.Numerosissimi sono gli studi che hanno evidenziato danni alla salute sulle popolazioni esposte, danni che nessuno può escludere anche con i “nuovi” impianti e che hanno indotto migliaia e migliaia di medici, di cittadini, di intellettuali, di associazioni ambientaliste a prendere posizioni anche con esposti e denunce alla Magistratura, affinché venga semplicemente fatto ciò che in tutto il mondo civile si fa, mettendo al primo posto la salvaguardia dell’ ambiente per la tutela nostra e di chi verrà dopo di noi.Commissario Dimas, La supplichiamo, ci ascolti, faccia tutto quanto è in suo potere affinché si scongiuri questo ennesimo disastro, affinché si facciano scelte che guardano avanti e non indietro, all’ età del fuoco." Firmato, tra gli altri, da: Prof. Angelo Gino Levis - genetista, Dr.Patrizia Gentilini - oncologo, Prof. Gianni Tamino - biologo, Dr. Giovanni Ghirga - pediatra e potavoce dei Medici per l’ Ambiente e la Salute Alto Lazio, Dr. Luigi Carpentiero - Medico del Lavoro, Dr. Stefano Montanari – Direttore Scientifico Laboratorio nanodiagnostics

venerdì 18 gennaio 2008

NO AD UN TERMOVALORIZZATORE A MANDURIA

Non si puà mai stare tranquilli su questa faccia della terra. A Manduria, splendida cittadina, vogliono costruire un termovalorizzatore nonostante il parere negativo della Giunta Comunale. Il 19 Dicembre 2005 (in piena gestione Vendola purtroppo) La Regione Puglia aveva espresso parere favorevole per la costruzione del termovalorizzatore tramite il dirigente del settore Ecologia. E, guarda caso, il Piano Energetico Regionale non parla di termovalorizzatori (basta leggerlo). Il Comune di Manduria ha prontamente presentato ricorso al TAR contra tale decisione, visto i problemi ambientali che avrebbe provocato (hanno anche due discariche e anche un complesso di biostabilizzazione che funziona). E che succede? La Provincia di Taranto (!) chiede la reiezione del ricorso e così pure la società Waste Energy s.r.l. E il TAR respinge il ricorso di Manduria perché “le motivazioni espresse non possono trovare accoglimento”. Conoscendo il Sindaco Massaro, immagino che non si fermerà e farà bene a battersi per evitare questo scempio. Personalmente, confido nell’Assessore Losappio, che ha pubblicamente riportato quanto segue (IL PAESE NUOVO, 16 GENNAIO 2008)

“A costoro” (Fitto e Poli Bortone) “e ai consiglieri regionali di centrodestra va ricordato che la sezione centrale della Corte dei Conti ha sottolineato nel rapporto ufficiale del commissariamento nelle regioni meridionali come nello spirito del legislatore europeo ed italiano l’incenerimento rappresenti l’ultima delle soluzioni utili dichiarandola come la meno razionale e per il contribuente italiano”(vedi Pugliese in questo caso)” particolarmente onerosa e a scapito della raccolta differenziata”

Conseguenza logica vuole che il termovalorizzatore di Manduria non si faccia.

martedì 15 gennaio 2008

LA LEZIONE DELL'INCENERITORE DI TERNI

A volte constatare di avere ragione sulla pericolosità degli inceneritori provoca dolore. E’ quello che ho provato, quando ho saputo della chiusura dell’inceneritore di Terni e del terribile inquinamento cui è stata soggetta la popolazione. Leggete l’articolo su Repubblica

http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/cronaca/rifiuti-4/rifiuti-4/rifiuti-4.html

E poi qualcuno li vorrebbe in Puglia e in Campania…. Spero che chi pensa di usarli rifletta su quanto è accaduto a Terni.

domenica 13 gennaio 2008

ANCORA SUI RIFIUTI IN CAMPANIA: ECCO L'INCENERITORE DI BRESCIA

Oramai siamo alla guerra mediatica. Fitto ha la faccia tosta di parlare dei termovalorizzatori come se fossero la salvezza della Puglia, parla della Puglia come sefossimo in Campania, parla delle aziende che non hanno potuto aprire i termovalirizzatori in Puglia..
E in giro si parla di Brescia come un modello di termovalorizzatore, dove l'ex ministro dell'ambiente Mattioli (di AN) ci respirava dentro.
La verità è un'altra : vedete il servizio a destra e andate a leggere dal sito di Beppe Grillo una verità forse nascosta:

http://www.beppegrillo.it/2008/01/vedi_brescia_e/index.html?s=n2008-01-12

C'è da riflettere...

giovedì 29 novembre 2007

MA COSA SONO I TERMOVALORIZZATORI?

Negli impianti più moderni, il calore sviluppato durante la combustione dei rifiuti viene recuperato e utilizzato per produrre vapore, poi utilizzato per la produzione di energia elettrica o come vettore di calore (ad esempio per il teleriscaldamento) Questi impianti con tecnologie per il recupero vengono indicati col nome di inceneritori con recupero energetico, o più comunemente termovalorizzatori. Tale termine (guarda caso) non viene inoltre mai utilizzato nelle le normative europea e italiana di riferimento, nelle quali si parla solo di "inceneritori". Per il resto, credo che i documenti mostrati in questo blog parlano da soli.

mercoledì 28 novembre 2007

ANCORA ATTACCHI....

Un cittadino mottolese (tale Francesco D’Onghia) ha postato sul blog degli amici di Beppe Grillo di Taranto alcune osservazioni
(http://beppegrillo.meetup.com/192/boards/view/viewthread?thread=3830959&pager.offset=20)
dicendo che vi è in atto un tentativo di destabilizzare l’Amministrazione Comunale e che nessuno mai vuole aprire un termovalorizzatore a Mottola. Io non so che dire, siamo proprio alla farsa.
Nessuno ha mai detto che a Mottola qualcuno vuole costruire inceneritori. Il Sig. D'Onghia dovrebbe leggere bene le dichiarazioni delle persone interessate e anche gli atti del consiglio comunale. Al contrario, si è stigmatizzato un ordine del giorno presentato dal centrodestra al consiglio comunale dove si mette in evidenza l’importanza degli inceneritori. Nessuno ha mai detto che a Mottola si vogliono costruire inceneritori. Certo è che un centrodestra (mi pare che un ordine del giorno uguale sia stato presentato alla Provincia da AN) che accetta gli inceneritori qualche preoccupazione la desta, anche se per fortuna la politica regionale energetica e dei rifiuti è completamente diversa. All’ATO 3 l’amico Massaro, sindaco di Manduria, parla di biostabilizzatori. Suggerisco al Sig. D’Onghia di suggerire al sindaco l’apertura di un biostabilizzatore a Mottola, così almeno dopo avermi fatto dire cose che non ho mai detto, prenderà un mio suggerimento, riconoscendo implicitamente la bontà delle mie osservazioni. Ad ogni modo, noto comunque una tendenza comunicativa a mistificare e continuare a mistificare dicendo il falso, continuando a dirlo e negando la verità sempre, fino all'inverosimile.
La proposta, ripeto, non è venuta dall’amministrazione ma dal centrodestra di Mottola (ed impegna Sindaco e Giunta). E suggerisco al Sig. D’Onghia di rileggersi l’ordine del giorno presentato dal Presidente Sgobba. Recita così


ORDINE DEL GIORNO


Il Consiglio Comunale di Mottola

PREMESSO

- che la decisione dell’on. Vendola, Commissario per l’emergenza rifiuti in Puglia, di non dare completa attuazione al Piano Fitto e le modifiche apportate, ed in particolare l’eliminazione di alcuni termovalorizzatori, senza peraltro trovare idonee ed immediate soluzioni per la chiusura del ciclo dei rifiuti, hanno portato diverse zone della Puglia ad una situazione di pre-emergenza;

- che si sta dimostrando davvero illusoria l’intenzione di risolvere il problema con l’obiettivo di raggiungere il 55% di raccolta differenziata entro il 2010;
- che invece è stato prorogato l’esercizio di diverse discariche e in molti altri casi sono stati autorizzati ampliamenti e sopralzi, tanto che oggi si può affermare che in Puglia lo smaltimento dei rifiuti avviene prevalentemente in discarica e ciò in contrasto con lo spirito delle normative europee e nazionali;
- che mancano o non sono ancora in funzione i termovalizzatori, gli impianti di C.d.r., compostaggio e di biostabilizzazione mentre si ipotizza, per la chiusura del ciclo dei rifiuti, l’utilizzo della centrale ENEL od altri impianti analoghi, soluzione attualmente in Italia nella fase sperimentale e con ricadute di forte impatto ambientale;
- che quanto avvenuto sinora ha anche determinato, in alcuni bacini, il consistente aumento della tassa per lo smaltimento dei rifiuti, penalizzando ovviamento i Comuni e soprattutto i cittadini;

Considerato che è invece necessario dare funzionalità all’intero ciclo dei rifiuti in tutti i bacini della Puglia ponendo in essere anche la chiusura dello stesso ciclo e contenendo i costi dello smaltimento.

IMPEGNA
Il Sindaco e la Giunta a chiedere al Presidente Vendola un incontro congiunto Regione, Provincia, Comune ed ATO per esaminare la situazione della Provincia di Taranto e concordare le iniziative ritenute necessarie

Pertanto è stato il centrodestra che ha impegnato il Sindaco e Giunta a parlare delle iniziative ritenute necessarie. Quali sarebbero? Vorrei proprio saperle. Se proporranno un biostabilizzatore, saremo alla farsa: dopo avermi contestato in maniera violenta su cose mai dette, prenderanno per buono il mio suggerimento senza dirlo a nessuno.
Ad ogni modo c’è un aspetto politico non indifferente: il centrodestra ammette nelle sue politiche l’uso di termovalorizzatori. Questo è un dato di fatto ineludibile che nessuno può contestare. Lo hanno scritto a chiare lettere. E poi, il Sig. D’Onghia dovrebbe riflettere: se una semplice osservazione su un ordine del giorno presentato dal centrodestra può destabilizzare l’amministrazione, allora abbiamo una amministrazione con i piedi di argilla (non dico un gigante perché non mi pare il caso) nonostante il 70% di consensi ottenuti.

sabato 24 novembre 2007

CONSIDERAZIONI SULLA REPLICA DEL SINDACO E DELL'ASSESSORE ALL'AMBIENTE DI MOTTOLA

Pensavo di poter dedicare il mio blog a problemi di natura scientifico-ambientale oltre che di politica, ritenendo opportuno non pubblicare i miei interventi per poter parlare di ambiente anche in maniera scientifica. Purtroppo, la reazione ad un mio comunicato stampa (vedi sotto) da parte del Sindaco e dell'Assessore all'ambiente di Mottola (vedi http://www.mottola.splinder.com/) mi portano a rispondere.
Rimango alquanto perplesso dalla reazione avuta da entrambi gli amministratori. Io non ho mai affermato che a Mottola qualcuno volesse mettere un inceneritore. Ho detto tre cose vere
  • L'ORDINE DEL GIORNO DEL CONSIGLIO COMUNALE (VEDI SOTTO) PARLA ESPRESSAMENTE DI TERMOVALORIZZATORI E IN PARTICOLARE RECITA COSI' "che la decisione dell’on. Vendola, Commissario per l’emergenza rifiuti in Puglia, di non dare completa attuazione al Piano Fitto e le modifiche apportate, ed in particolare l’eliminazione di alcuni termovalorizzatori, senza peraltro trovare idonee ed immediate soluzioni per la chiusura del ciclo dei rifiuti, hanno portato diverse zone della Puglia ad una situazione di pre-emergenza;" ED ANCHE " che mancano o non sono ancora in funzione i termovalizzatori, gli impianti di C.d.r., compostaggio e di biostabilizzazione mentre si ipotizza, per la chiusura del ciclo dei rifiuti, l’utilizzo della centrale ENEL od altri impianti analoghi, soluzione attualmente in Italia nella fase sperimentale e con ricadute di forte impatto ambientale;" Mi pare che il documento consideri i termovalorizzatori qualcosa di accettabile.
  • CHE IL PIANO FITTO PREVEDEVA I TERMOVALORIZZATORI. E questo è anche vero.
  • CHE I TERMOVALORIZZATORI PORTANO PROBLEMI. E questo è ampiamente dimostrato dagli atti del convegno sulle particelle ultrafini sopra riportati oltre che da una vasta letteratura scientifica.

Mi meraviglia pertanto che qualcuno abbia voluto travisare quello che ho scritto e che risponde a verità. Mi aspettavo, a dire il vero, una replica dal centrodestra mottolese non dagli amministratori. Ma evidentemente il centrodestra mottolese conferma in pieno quanto scritto nell'ordine del giorno, dove parla espressamente di termovalorizzatori. Anzi, ho anche commesso un errore "politico" parlando di biostabilizzatori e dissociazione molecolare, visto che potevano prendere la palla al balzo per usarlo strumentalmente contro qualcuno. Ma evidentemente non lo hanno ritenuto necessario (assumo ovviamente che si sappia di cosa parlo). E quindi che dire? Come la canzone di Rino Gaetano .. Il cielo è sempre più blu....

ORDINE DEL GIORNO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI MOTTOLA DEL 21 NOVEMBRE

ORDINE DEL GIORNO
Il Consiglio Comunale di Mottola
PREMESSO
- che la decisione dell’on. Vendola, Commissario per l’emergenza rifiuti in Puglia, di non dare completa attuazione al Piano Fitto e le modifiche apportate, ed in particolare l’eliminazione di alcuni termovalorizzatori, senza peraltro trovare idonee ed immediate soluzioni per la chiusura del ciclo dei rifiuti, hanno portato diverse zone della Puglia ad una situazione di pre-emergenza;
- che si sta dimostrando davvero illusoria l’intenzione di risolvere il problema con l’obiettivo di raggiungere il 55% di raccolta differenziata entro il 2010;
- che invece è stato prorogato l’esercizio di diverse discariche e in molti altri casi sono stati autorizzati ampliamenti e sopralzi, tanto che oggi si può affermare che in Puglia lo smaltimento dei rifiuti avviene prevalentemente in discarica e ciò in contrasto con lo spirito delle normative europee e nazionali;
- che mancano o non sono ancora in funzione i termovalizzatori, gli impianti di C.d.r., compostaggio e di biostabilizzazione mentre si ipotizza, per la chiusura del ciclo dei rifiuti, l’utilizzo della centrale ENEL od altri impianti analoghi, soluzione attualmente in Italia nella fase sperimentale e con ricadute di forte impatto ambientale;
- che quanto avvenuto sinora ha anche determinato, in alcuni bacini, il consistente aumento della tassa per lo smaltimento dei rifiuti, penalizzando ovviamento i Comuni e soprattutto i cittadini;
Considerato
- che è invece necessario dare funzionalità all’intero ciclo dei rifiuti in tutti i bacini della Puglia ponendo in essere anche la chiusura dello stesso ciclo e contenendo i costi dello smaltimento.
IMPEGNA
Il Sindaco e la Giunta a chiedere al Presidente Vendola un incontro congiunto Regione, Provincia, Comune ed ATO per esaminare la situazione della Provincia di Taranto e concordare le iniziative ritenute necessarie.