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martedì 27 aprile 2010
IL GRUPPO ITALIANO DEL CLIMATE SUMMIT
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lunedì 25 gennaio 2010
CAMBIAMENTI CLIMATICI -PARTE 1 : L'ALBEDO
La neve riflette quasi tutta la radiazione solare che la colpisce. Pertanto, quando la neve si scioglie, l’albedo diminuisce provocando un aumento della temperatura (ricordate? Se l’albedo diminuisce la temperatura aumenta) che, a sua volta, fa sciogliere altra neve e, quindi, provoca un ulteriore aumento di temperatura. Questo fenomeno continua fino al raggiungimento di un equilibrio termodinamico, ma comporta un aumento complessivo della temperatura e, quindi, del riscaldamento terrestre. Uno dei motivi per cui è importante che i ghiacciai non si sciolgano è legato a questo fenomeno: uno scioglimento dei ghiacciai comporterebbe, oltre all’innalzamento dell’acqua, una diminuzione dell’albedo con conseguente aumento di temperatura ed effetto a catena di scioglimento dei ghiacciai. Le nuvole, invece, riflettono la radiazione solare e quindi contribuiscono globalmente ad aumentare l’albedo ed a raffreddare la Terra. Anche gli aerosol (le particelle sospese nell’atmosfera a causa di eventi naturali, come eruzioni e tempeste di sabbie, o dell’inquinamento dell’uomo) riflettono la radiazione solare, aumentando quindi l’albedo, anche se la variazione nella loro composizione può comportare alcune variazioni nel potere riflettente.
Le attività dell’uomo legate alla deforestazione e all’agricoltura possono portare ad una diminuzione dell’albedo e, quindi, ad un riscaldamento globale. Ad esempio, nelle foreste tropicali gli alberi sono tagliati e rimpiazzati con suolo ancora più scuro a scopo di coltivazione. In questo caso, la radiazione solare assorbita aumenta ( i colori scuri assorbono maggiormente la luce, mentre il bianco la riflette) e la temperatura aumenta. Pertanto, la deforestazione e la cattiva gestione dei terreni agricoli possono contribuire ad aumentare la temperatura terrestre. Alcune immagini satellitari mostrano come le zone di città con costruzioni di colore scuro siano molto più calde di zone delle città che hanno giardini, piante ed alberi, esattamente come succede per il suolo scuro delle foreste. Anche le scelte costruttive e di politica urbanistica possono, quindi, influenzare il riscaldamento della Terra. Nel prossimo post, parleremo proprio di questo trattando di un argomento non molto affrontato: le isole di calore urbano.
martedì 22 dicembre 2009
LA CONFERENZA DI COPENAGHEN SUL CLIMA? UN GROSSISSIMO FIASCO
venerdì 18 dicembre 2009
I PICCOLI EFFETTI DELLA PROPOSTA STATUNITENSE A COPENAGHEN

Abbiamo visto che con un’ipotesi di riduzione del 40% dei paesi ricchi e del 30% dei paesi poveri eravamo tornati a livelli del 1984, mentre con la attuale ipotesi di riduzione del 17% siamo tornati ai valori del 1998, come si vede dai valori del post precedente. I dati di Muana Loa indicano una concentrazione di CO2 nel 1998 pari a 366.50 ppm. Calcolando come prima, avremmoo una differenza di temperatura tra il 2006 e il 2020 pari a 0.17 gradi centigradi, come si vede dal riquadro (per i dettagli vedi post precedente). Ma la riduzione, proprio perché gli altri gas serra incidono meno del CO2, sarà inferiore a 0,17 gradi, Una vera miseria !!!. Questa riduzione è assolutamente insufficiente, e va contro le proposte delle piccole isole , che richiedono di arrivare a 350 ppm del solo CO2 per il 2020: questa richiesta può essere soddisfatta solo con una riduzione del 40% delle emissioni del solo CO2 . Mr Obama, non faccia scherzi per cortesia, e tagli, ma di parecchio, le emissioni di CO2, pensando al futuro delle sue figlie.

O
martedì 8 dicembre 2009
COSA E' L'EFFETTO SERRA?
Nella Conferenza sul clima di Copenaghen si deciderà il futuro del nostro pianeta, soprattutto per raggiungere un accordo sul contenimento delle emissioni di anidride Carbonica (CO2). Le lobby negazioniste sono al lavoro, e sono molto potenti (si capisce perché gli Stati Uniti non hanno ratificato il protocollo di Kyoto). Poiché una mancanza di conoscenza sull’argomento può facilmente condurre le persone a pensare che i negazionisti abbiano ragione (con conseguenze nefaste per tutti noi), spiegherò cosa è l’effetto serra e perché il limitare l’emissione di Anidride Carbonica sia così importante. La figura (fonte wikipedia) mostra come funziona l'effetto serra. Senza entrare nei dettagli quantitativi, il sole emette radiazione elettromagnetica (di cui la luce visibile è solo una parte) che arriva, in parte, sulla superficie della Terra che, a sua volta, emette radiazioni elettromagnetiche, come tutti i corpi “caldi”. Questa radiazione è assorbita dai cosiddetti gas serra, che la riflettono verso la superficie terrestre, contribuendo a bilanciare in termini energetici la Terra e, quindi, a riscaldarla. Per motivi legati alla struttura delle molecole, l’ossigeno e l’azoto (che sono i gas predominanti nell’atmosfera) non danno alcun contributo all’effetto serra. I principali gas serra sono l’anidride carbonica, il metano e gli ossidi d’azoto. Senza l’intervento dell’uomo, questi gas hanno consentito (insieme allo scudo dell’ozono, che ci protegge dai raggi ultravioletti ad alta energia del Sole) l’esistenza della vita sulla Terra. Se, però, le concentrazioni di questi gas aumentassero, la temperatura sulla Terra, come si può facilmente immaginare, aumenterebbe anch’essa. Un aumento della temperatura sulla Terra sarebbe catastrofico: scioglimento dei ghiacciai, desertificazione, alterazione del ciclo idrogeologico, cambiamenti climatici, inondazioni, e così via. La vita sulla Terra ne risentirebbe: la desertificazione porterebbe, per esempio, ad esodi di massa, con conseguenti problemi politici di dimensioni bibliche. Pertanto, occorre regolare l’emissione di tali gasi. Il gas serra che contribuisce maggiormente all’effetto serra è l’anidride carbonica: un raddoppio della presenza di anidride carbonica rispetto a valori pre-industriali comporterebbe un aumento di 2 gradi su tutto il pianeta, con conseguenze catastrofiche (si parla di innalzamento dei mari di oltre un metro). I combustibili fossili (per esempio, il gasolio), i cementifici e le fiamme di gas (vedi figura fonte wilkipedia) sono le principali cause di produzione di anidride carbonica.mercoledì 2 dicembre 2009
CONTRO I NEGAZIONISTI ALLA CLIMATE CHANGE CONFERENCE DI COPENAGHEN
Dear Mr. Lepant,
I think you need some better information than what you have now.
In 2007, the concentration of CO2 in the atmosphere was 381 ppmV against a 358 ppmV measured in 1995(see the Monthly and annual atmospheric CO2 record from continuous measurements at Jubany Station). The equivalent measured data over Mauna Loa shows that in the 1951 the concentration was 315 ppmV (see Keeling and oth: A three dimensional model of atmospheric CO2 based on observed winds: 1. Analysis of observational data. Aspects of Climate Variability in the Western Pacific and Western Americas,D. Peterson, Ed., Geophysical Monographs, 55, American Geophysical Union). Moreover, estimates show that the concentration in the pre-industrial era was 280 ppmV. Therefore, since this value can be considered as the current “CO2 contribution” higher limit due to non human activity (the contribution on the human activities on the forest during these years has for sure decreased this value) , the total part of the CO2 due to the human activities can be calculated as greater than 25.9% (this number is obtained with the following percentage calculation (381-280)/381 = 0.259) So, the data of 4% that you are showing is incorrect.
The greenhouse effect does not depend from the”CO2 heat capacity” which you refers, but from the fact that the greenhouse gas absorbs the infrared radiation and “reflects” (a quantistic effect) a part of them on the Earth, contributing to the planet warming. CO2 is one of the greatest contributor (with ozone and water vapor) to the absorption, as it was observed by NIMBUS-4 IRIS (see, for example, Liou, An Introduction to Atmospheric Radiation, Academic Press).
The motion in the atmosphere is quite complex, and involves the classical mechanical aspects (hydrostatical equilibrium, etc. etc) together with the aspects of classical thermodynamics applied to heterogeneous mass. It is not explained by the Brownian Motion.
Every policy model, including what you are suggesting, is correct if it respects the environment, and the reduction in the CO2 emission is an important part of a policy. Therefore, I personally encourage all the policy that appropriately reflects that aspect.
Giovanni Macchia
Mottola
Italy
Chi è interessato può seguire il resto o contribuire andando qui
Pensate che si perda tempo con simili farneticazioni? No, perchè pochi forse sanno che in Parlamento alcuni onorevoli hanno firmato un documento che nega il problema dell'effetto serra (anzi, stando a quanto ha scritto Repubblica pare che sostengano che il riscaldamento faccia bene). E negli Stati Uniti, la destra estrema sta portando avanti una battaglia micidiale contro Copenaghen (non per niente, la persona con cui sto discutendo ha anche scritto simili cose su un blog repubblicano).
Sempre all'erta, quindi
domenica 17 maggio 2009
CENTRALI NUCLEARI ? MA PER FAVORE...
Possiamo tranquillamente affermare quanto segue:
a) Le centrali nucleari non sono intrinsecamente sicure. Ad esempio, lo scorso anno c’è stato, nel sito nucleare francese di Tricastin. il riversamento accidentale di acque contenenti uranio nei fiumi circostanti. Le autorità hanno pure chiesto agli abitanti della regione di non bere acqua e di non mangiare pesce, vietando anche di bagnarsi nelle acque contaminate. Immaginate cosa succederebbe se ci fosse una centrale nel Salento… vicino posti come Porto Cesareo o altro
b) C’è il problema delle scorie radioattive (lo stoccaggio), che nessuno sinora ha risolto. Gli Stati Uniti hanno stanziato tempo fa 50 miliardi di dollari per cominciare a studiare come farlo in zone che, però, erano già radioattive perché usate per test nucleari. Zone deserte… Da noi, come faranno, con la densità di popolazione che abbiamo?
E per ora mi fermo qui, ma tornerò sull’argomento, sia per dire quello che sta succedendo che per dare un’idea, anche scientifica, di quello che ci aspetta. Per ora, dobbiamo evitare che queste centrali siano realizzate in Italia. Le energie rinnovabili sono di gran lunga preferibili… e più sicure.
lunedì 29 dicembre 2008
LE ENERGIE PULITE CREANO OCCUPAZIONE... COSA ASPETTIAMO?
venerdì 19 dicembre 2008
IN ITALIA L'ESERCITO IMPEDISCE A DEI PARLAMENTARI DI FARE IL PROPRIO DOVERE
mercoledì 22 ottobre 2008
IL DRAMMA DEI RIFIUTI IN CAMPANIA CONTINUA...
www.laterradeifuochi.it
E guardate le porcherie che stanno succedendo in Campania, mentre Saviano viene minacciato impunemente dalla Camorra.... Firmiamo anche il seguente appello a favore di Saviano
Roberto Saviano è minacciato di morte dalla camorra, per aver denunciato le sue azioni criminali in un libro - "Gomorra" - tradotto e letto in tutto il mondo. E' minacciata la sua libertà, la sua autonomia di scrittore, la possibilità di incontrare la sua famiglia, di avere una vita sociale, di prendere parte alla vita pubblica, di muoversi nel suo Paese. Un giovane scrittore, colpevole di aver indagato il crimine organizzato svelando le sue tecniche e la sua struttura, è costretto a una vita clandestina, nascosta, mentre i capi della camorra dal carcere continuano a inviare messaggi di morte, intimandogli di non scrivere sul suo giornale, "Repubblica", e di tacere.
Lo Stato deve fare ogni sforzo per proteggerlo e per sconfiggere la camorra. Ma il caso Saviano non è soltanto un problema di polizia. E' un problema di democrazia. La libertà nella sicurezza di Saviano riguarda noi tutti, come cittadini.
Con questa firma vogliamo farcene carico, impegnando noi stessi mentre chiamiamo lo Stato alla sua responsabilità, perché è intollerabile che tutto questo possa accadere in Europa e nel 2008.
Firmate qui
http://www.repubblica.it/speciale/2008/appelli/saviano2/index.html
domenica 29 giugno 2008
IL PIANO TRIENNALE DI SVILUPPO DEL GOVERNO BERLUSCONI
Il consiglio dei ministri del 18 Giugno ha approvato il “Piano Triennale per lo sviluppo”. Vi sono alcune cose positive, e degne di interesse. Innanzitutto sono stati stanziati 800 milioni di euro per lo sviluppo della larga banda nel Mezzogiorno. Dovranno essere spesi entro il 2013, ma comunque è importante che il Governo ci abbia pensato. Il digital divide in Italia ha dati preoccupanti, soprattutto nel Mezzogiorno. Aver previsto questo investimento è, quindi, un’ottima cosa.
Sviluppo Italia avrà una nuova missione: quella di attrarre gli investimenti esteri di elevata qualità e che possono contribuire allo sviluppo del sistema economico e produttivo italiano. Qui ho qualche dubbio. Le imprese estere, per venire in Italia, devono trovare infrastrutture e servizi adeguati, sicurezza nella lotta contro la criminalità. Se la stessa Amazon, per ammissione dei suoi dirigenti, non apre una sede in Italia perché i servizi posali non funzionano (non stiamo parlando di capannoni, ma di siti on-line), come potrà Sviluppo Italia attrarre investitori? Vedremo. A proposito di Amazon, il Piano prevede anche la liberalizzazione dei servizi postali e dei servizi pubblici locali. Ovviamente, quest’iniziativa è lodevole, come tutte le liberalizzazioni. Così come è pure lodevole la liberalizzazione degli impianti di distribuzione dei carburanti: speriamo che così vi possa essere una competizione seria nei prezzi del carburante al dettaglio.
I fondi per le aree sottosviluppate, i cosiddetti fondi FAS, saranno ri-orientati, dall’attuale distribuzione a pioggia, a progetti Paese sui trasporti, sicurezza, energia, telecomunicazioni, ambiente e internazionalizzazione. L’unica perplessità che ho è che si corre il rischio di fare grandi progetti che, magari, non aiutano le specificità di un territorio. Oppure il rischio è che, se si cerca di fare un grande progetto integrato che tenga conto di tutte le specificità, si creino dei mega-progetti mostro che stenteranno a partire e ad essere completati. Anche perché sinora come pianificazione l’Italia non ha mai brillato… Ad ogni modo, l’idea di fare dei progetti-paese è interessante.
Vi sono altri punti interessanti, che riguardano i progetti di Industria 2015 (ampliamento delle aree di intervento), le semplificazioni (apertura di un’impresa in un giorno)., sorveglianza dei prezzi. Ma, a mio avviso, è importante che si cominci a pensare al problema energetico nazionale in termini strategici. Si prevede, infatti, la definizione di una Strategia Energetica Nazionale entro giugno 2009. Io spero che, come si deduce dalle dichiarazioni rilasciate dall Ministro Scajola, sia aperta a tutti quanti sono interessati a far sentire la loro. Questo indipendentemente dal ritorno o meno del nucleare. L’importante è che si cominci a pensare in maniera strategica. Certo, la presenza della parola termovalorizzatori non può soddisfarmi, ma ritengo che, se la stesura della strategia avviene sentendo tutte le campane ed in maniera seria ed oggettiva, le altre fonti rinnovabili dovrebbero prendere il sopravvento. Sul nucleare, poi, occorre un approfondimento molto serio, che tenga conto di tutte le variabili per individuare la sua reale economicità. Chi scrive, in passato, ha votato per il sì al referendum per il nucleare, e, quindi, io non ho posizioni preconcette. Sulla sicurezza, poi, si sono fatti passi da gigante. I problemi veri sono legati alle scorie: dove metterle? Negli Stati Uniti, hanno stanziato 50 miliardi di dollari per varare un progetto per sotterrare le scorie in una zona dove hanno fatto esperimenti atomici (un deserto quindi). Il problema è estremamente complesso. Ma il voler elaborare una strategia nazionale è sicuramente qualcosa di positivo.
Vi sono, però, delle assenze che mi lasciano perplesso. Innanzitutto, non si parla di università. E’ pur vero che il piano è stato preparato dal Ministero per lo Sviluppo Economico, e quindi non si è, forse, voluto invadere il campo degli altri. Ma l’assenza di un collegamento con l’Università è, a mio avviso, un problema. E’ pur vero che Industria 2015 favorisce la ricerca industriale, ma il coinvolgimento dell’Università deve, in qualche modo, essere istituzionalizzato. Diventa un vero segnale anche per le industrie che non spendono un euro in ricerca.
Un’altra assenza che brilla è la mancanza di investimenti per favorire l’adozione di sistemi di qualità, di miglioramento dei processi produttivi e di innovazione, oltre che premiare l’introduzione di managerialità nelle Piccole e Media Imprese. Ad onor del vero, nessun governo sinora ci ha mai pensato, quindi non si può rimproverare nulla al governo attuale. Ma un segnale in questo senso, mostrando anche al mondo economico internazionale che il Governo vuole puntare sull’innovazione e sulla qualità delle mprese nazionali, sarebbe stato importante. Speriamo che rientri in qualche punto del piano.
Altra cosa mancante è un collegamento integrato con le problematiche ambientali. Oggi, l’economia legata all’ambiente produce ricchezza e posti di lavoro, ed è strettamente collegata ai problemi energetici. Investire in ricerca e sviluppo sul solare termico, sul fotovoltaico, sui materiali, e su altre tecnologie , può avere un effetto moltiplicatore per il paese. Spero che questa mancanza sia dovuta al non voler entrare nelle competenze di altri ministeri. Però, spero che, in futuro, entrambi i Ministeri interagiscano per creare un Piano di Sviluppo Integrato, che coniughi le esigenze energetiche ed ambientali.
martedì 24 giugno 2008
CHI HA AVUTO HA AVUTO HA AVUTO.. CHI HA DATO... SCURDAMMOCE O PASSATO -- TERMOVALORIZZATORE A NAPOLI
La portavoce del ministero dell’Ambiente della Sassonia ha dichiarato: “I rifiuti non sono stati bruciati negli inceneritori, sono stati separati i rifiuti organici da quelli solidi, che diventeranno materie prime secondarie, una parte minore è stata trattata in un impianto meccanico-biologico e verrà venduto alle industrie”.
Niente termovalorizzatori, quindi. Ma differenziazione dei rifiuti. Perchè non acquistare un impianto di questo tipo e rivendere, da Napoli, i rifiuti trattati? Vi immaginate che giro di affari ci sarebbe e quanta occupazione creerebbe? Niente da fare. Paghiamo la Germania per trattare i rifiuti e anche per le materie che acquistiamo da loro e che provengono dall'immondizia della Campania.
Per quanto riguarda la pericolosità, leggete questo articolo della rivista italiana dell'Istituto Superiore della Sanità, rivista quindi attendibilissima:
Io non dico nulla. E' in inglese, ma l'abstact è tradotto in italiano. E comunque, l'inglese si può tradurre.
mercoledì 12 marzo 2008
MODELLI DI GESTIONE RIFIUTI: IL CONSORZIO PRIULA
1. Innanzitutto è stato bonificato ed ampliato nel comune di Paese, località Santa Lucia, un impianto di discarica preesistente. La discarica di Paese è il risultato della bonifica ambientale di un sito pre-esistente necessaria in quanto i rifiuti scaricati negli ultimi decenni, c.a. 160.000 mc, avevano generato un rilevante inquinamento dell'importante falda sottostante. Al termine dei lavori di realizzazione e bonifica l'impianto di Paese ha acquisito la capacità di circa 550.000 mc.
2. E’ stato costruito, in località Lovadina di Spresiano, un impianto (in un'area di circa 115.000 mq) per il trattamento del rifiuto secco non riciclabile e la stazione di travaso per l'umido e il verde. Presso l'impianto di trattamento arriva il rifiuto secco non riciclabile di tutta la provincia di Treviso per un totale di circa 84.000 tonnellate all'anno. Il rifiuto che entra viene triturato, deferizzato e vagliato e sii produce così il combustibile da rifiuto, mentre l’umido e vegetale raccolti nei comuni del Consorzio Priula, una volta arrivati vengono trasportati presso impianti di compostaggio. In sintesi, i rifiuti non riciclabili vengono trasformati in CDR memtre quelli riciclabili sono indirizzati verso la produzione di compost.
3. Il consorzio ha realizzato 22 Centri di raccolta differenziata. Tutte le utenze dei Comuni consorziati possono accedere indistintamente ad ogni Ce.R.D. e conferire le tipologie di rifiuto che non vengono raccolte con il normale circuito di raccolta. In ogni Ce.R.D. è presente personale addetto alla guardiania, specificamente preparato per il controllo dei conferimenti nel rispetto nelle norme previste dal Regolamento Consortile.
4. La raccolta dei rifiuti avviene con un “porta a porta” usando bidoncini di vario colore in funzione del tipo di rifiuto. Il consorzio fornisce ai cittadini di ogni sincolo comune, anche via internet, un “ecocalendario” in cui sono indicati i giorni di raccolta con il tipo di rifiuto che si andrà a raccogliere porta a porta. Sono presenti nei comuni degli “ecosportelli” dove poter ritirare i vari sacchetti.
5. Il pagamento dele tasse avviene solo sul secco non riciclabile. L'operatore che effettua la raccolta, all'atto dell'operazione di svuotamento, registra il segnale trasmesso dal dispositivo elettromagnetico chiamato "transponder", installato in ogni contenitore verde. il segnale contiene un codice associato alla famiglia, al condominio o all'azienda a cui appartiene il contenitore.
6. Il consorzio fa business ( e quindi crea lavoro) anche fornendo dei servizi integrativi. I servizi integrativi vanno dalla raccolta e recupero o smaltimento di rifiuti di origine agricola alla raccolta e recupero o smaltimento di rifiuti a rischio infettivo provenienti da attività sanitarie, pubbliche e private, non classificabili come rifiuti urbani. Si occupano anche di derattizzazione, amianto e così via.
Ritengo che quello del consorzio Priula sia un modello da seguire e da esportare in tutt’Italia, e non solo. E’ la dimostrazione che è possibile coniugare rispetto dell’ambiente e creazione di un’industria dei servizi ambientali che da posti di lavoro e utilizza tecnologie avanzate (si pensi al transponder per il secco non riciclabile..)
mercoledì 13 febbraio 2008
SOLUZIONI PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI: IL CASO HALIFAX
Come promesso, mostrerò soluzioni concrete per la gestione del ciclo dei rifiuti. I cittadini potranno verificare che la gestione del ciclo dei rifiuti può avvenire in altro modo, così come avviene in altri paesi, e può creare dei posti di lavoro anche altamente qualificanti NELLE ZONE DI INTERESSE, mentre altrimenti si creano posti di lavoro SOLO nelle zone delle aziende che costruiscono i termovalorizzatori. Le proposte concrete cominciano dal “copiare” quello che fanno gli altri e che funziona. E’ la cosa più semplice ed efficace, inutile sforzarsi nel reinventare la ruota.
Prima di descrivere la nostra prima proposta, voglio far notare che negli altri paesi si parla di progetti ambientali e si utilizzano le tecniche consolidate di project management. Non si improvvisa nulla né si lavora sotto crisi. Il Project Management aiuta l’ambiente e DEVE cominciare ad essere usato in Italia dalla PA per quanto riguarda la gestione dell’ambiente. Cosa significa utilizzare il Project Management? Significa individuare degli obiettivi, fare un piano di lavoro per realizzarli e controllare la loro realizzazione, affidando ad una persona la responsabilità del completamento del progetto. Molto semplice. Ovviamente la parte importante sono gli obiettivi, che DEVONO essere politici. Vedremo che anche gli obiettivi “educativi” nei confronti delle persone sono realizzabili se attuati sistematicamente.
Il primo progetto da prendere a modello (la fonte è Greenpeace) è quello realizzato in Halifax in Canada.
Il Municipio di Halifax ha una popolazione base di circa 350.000 abitanti in 133.000 abitazioni circa, con una produzione annuale di 260.000 tonnellate di rifiuti. Per anni i municipi dell'area, come Halifax, Bedford, Dartmouth e la più rurale Contea di Halifax, hanno fatto affidamento allo smaltimento in discarica, come metodo primario di gestione dei rifiuti. Uno dei criteri stabiliti dal Comitato della Comunità di Stakeholders (gli stakeholders sono persone che hanno un interesse nel progetto) , che partecipava al processo di pianificazione della strategia sui rifiuti, era il non poter smaltire in discarica l'organico grezzo. Il Comitato riteneva fosse più sensato farlo degradare il più velocemente possibile in un ambiente controllato, per poi smaltirlo in discarica una volta stabile, piuttosto che usare tempo e denaro per evitare i problemi causati dalla presenza diretta di tale materiale in discarica. Gli Stakeholders intuivano che la migliore soluzione fosse basare il programma di raccolta e gestione sulla separazione alla fonte. Credevano che se il sistema si fosse basato solo sul trattare i rifiuti misti in un impianto centralizzato, non avrebbe incentivato la gente a imparare qualcosa sulla gestione dei rifiuti e a modificare le proprie abitudini di consumo. Fondare il programma sulla separazione alla fonte significava far avvenire anche la riduzione e riuso dei rifiuti.
Il Comitato stabiliva che i rifiuti fossero separati in tre flussi: riciclabili, compostabili e rifiuti residui. (venivano raccolti anche i rifiuti urbani pericolosi). Il piano richiedeva anche la costruzione di un impianto per i rifiuti domestici pericolosi, di una discarica
moderna, di un impianto di trattamento e stabilizzazione dei rifiuti urbani misti e di impianti di compostaggio.
Il sistema per la raccolta dei rifiuti include:
- La separazione alla fonte dell'organico, riciclabili e rifiuti residui. Raccolte bisettimanali di organico e rifiuti residui
- raccolta settimanale dei riciclabili (bisettimanale nelle aree rurali)
- uso di carri areati per la raccolta organica
- una sede che includa un impianto di trattamento dei rifiuti misti in grado di lavorare 119.000 ton/anno di RSU, un sistema di compostaggio a 13 canali con letto mobile per trattare i rifiuti eterogenei una volta rimossi i riciclabili
- una discarica per i rifiuti stabilizzati.
Il flusso totale dei rifiuti solidi è costituito per il 55% dal settore residenziale e per il 45% da quello commerciale. I settori istituzionali, commerciali ed industriali sono responsabili delle proprie raccolte.
venerdì 18 gennaio 2008
NO AD UN TERMOVALORIZZATORE A MANDURIA
“A costoro” (Fitto e Poli Bortone) “e ai consiglieri regionali di centrodestra va ricordato che la sezione centrale della Corte dei Conti ha sottolineato nel rapporto ufficiale del commissariamento nelle regioni meridionali come nello spirito del legislatore europeo ed italiano l’incenerimento rappresenti l’ultima delle soluzioni utili dichiarandola come la meno razionale e per il contribuente italiano”(vedi Pugliese in questo caso)” particolarmente onerosa e a scapito della raccolta differenziata”
Conseguenza logica vuole che il termovalorizzatore di Manduria non si faccia.
