lunedì 30 marzo 2009
Ecco il mio libro...
Project Management - Teoria Strumenti Attività
Potete vederne un'amteprima qui
mercoledì 13 febbraio 2008
SOLUZIONI PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI: IL CASO HALIFAX
Come promesso, mostrerò soluzioni concrete per la gestione del ciclo dei rifiuti. I cittadini potranno verificare che la gestione del ciclo dei rifiuti può avvenire in altro modo, così come avviene in altri paesi, e può creare dei posti di lavoro anche altamente qualificanti NELLE ZONE DI INTERESSE, mentre altrimenti si creano posti di lavoro SOLO nelle zone delle aziende che costruiscono i termovalorizzatori. Le proposte concrete cominciano dal “copiare” quello che fanno gli altri e che funziona. E’ la cosa più semplice ed efficace, inutile sforzarsi nel reinventare la ruota.
Prima di descrivere la nostra prima proposta, voglio far notare che negli altri paesi si parla di progetti ambientali e si utilizzano le tecniche consolidate di project management. Non si improvvisa nulla né si lavora sotto crisi. Il Project Management aiuta l’ambiente e DEVE cominciare ad essere usato in Italia dalla PA per quanto riguarda la gestione dell’ambiente. Cosa significa utilizzare il Project Management? Significa individuare degli obiettivi, fare un piano di lavoro per realizzarli e controllare la loro realizzazione, affidando ad una persona la responsabilità del completamento del progetto. Molto semplice. Ovviamente la parte importante sono gli obiettivi, che DEVONO essere politici. Vedremo che anche gli obiettivi “educativi” nei confronti delle persone sono realizzabili se attuati sistematicamente.
Il primo progetto da prendere a modello (la fonte è Greenpeace) è quello realizzato in Halifax in Canada.
Il Municipio di Halifax ha una popolazione base di circa 350.000 abitanti in 133.000 abitazioni circa, con una produzione annuale di 260.000 tonnellate di rifiuti. Per anni i municipi dell'area, come Halifax, Bedford, Dartmouth e la più rurale Contea di Halifax, hanno fatto affidamento allo smaltimento in discarica, come metodo primario di gestione dei rifiuti. Uno dei criteri stabiliti dal Comitato della Comunità di Stakeholders (gli stakeholders sono persone che hanno un interesse nel progetto) , che partecipava al processo di pianificazione della strategia sui rifiuti, era il non poter smaltire in discarica l'organico grezzo. Il Comitato riteneva fosse più sensato farlo degradare il più velocemente possibile in un ambiente controllato, per poi smaltirlo in discarica una volta stabile, piuttosto che usare tempo e denaro per evitare i problemi causati dalla presenza diretta di tale materiale in discarica. Gli Stakeholders intuivano che la migliore soluzione fosse basare il programma di raccolta e gestione sulla separazione alla fonte. Credevano che se il sistema si fosse basato solo sul trattare i rifiuti misti in un impianto centralizzato, non avrebbe incentivato la gente a imparare qualcosa sulla gestione dei rifiuti e a modificare le proprie abitudini di consumo. Fondare il programma sulla separazione alla fonte significava far avvenire anche la riduzione e riuso dei rifiuti.
Il Comitato stabiliva che i rifiuti fossero separati in tre flussi: riciclabili, compostabili e rifiuti residui. (venivano raccolti anche i rifiuti urbani pericolosi). Il piano richiedeva anche la costruzione di un impianto per i rifiuti domestici pericolosi, di una discarica
moderna, di un impianto di trattamento e stabilizzazione dei rifiuti urbani misti e di impianti di compostaggio.
Il sistema per la raccolta dei rifiuti include:
- La separazione alla fonte dell'organico, riciclabili e rifiuti residui. Raccolte bisettimanali di organico e rifiuti residui
- raccolta settimanale dei riciclabili (bisettimanale nelle aree rurali)
- uso di carri areati per la raccolta organica
- una sede che includa un impianto di trattamento dei rifiuti misti in grado di lavorare 119.000 ton/anno di RSU, un sistema di compostaggio a 13 canali con letto mobile per trattare i rifiuti eterogenei una volta rimossi i riciclabili
- una discarica per i rifiuti stabilizzati.
Il flusso totale dei rifiuti solidi è costituito per il 55% dal settore residenziale e per il 45% da quello commerciale. I settori istituzionali, commerciali ed industriali sono responsabili delle proprie raccolte.
domenica 13 gennaio 2008
I RIFIUTI IN CAMPANIA: UN ESEMPIO DI BUONA POLITICA (DALL'ESTERO)
Piano dei rifiuti di Toronto – 60% di diversione entro il 2006, 100% per il 2010.
‘Proponiamo una vera e propria trasformazione, ma il risultato netto sarà un sistema semplice e comodo che per i residenti sarà facile da capire e al quale prender parte.’
Ipotesi chiave per realizzare i suoi obiettivi:
• l'organico verrà raccolto settimanalmente
• il principale metodo per il trattamento dei materiali organici sarà la digestione anaerobica
• raccolta bisettimanale dei riciclabili
• raccolta bisettimanale delle risorse residue
• costi sono basati su una settimana lavorativa di quattro giorni per 10 ore usando il personale esistente
I piani pratici:
• Un solo mezzo di raccolta percorrerà le strade dei residenti lo stesso giorno di ogni settimana; si tratterà di un mezzo moderno a due compartimenti.
• Il mezzo raccoglierà l'organico settimanalmente da un contenitore rigido a prova di animali posto sul fronte casa, ma anche gli altri riciclabili posti in uno o più contenitori o sacchi anche questi sul fronte casa; tutto il riciclabile secco può essere ‘mescolato.’ Non è più quindi necessario avere un contenitore grigio per la carta e uno blu per le bottiglie e le lattine.
• La seconda settimana si raccoglieranno l'organico e i rifiuti residui (ovvero tutto quello che non possa essere riciclato o
compostato)
E se volete vedere come una amministrazione cittadina realmente si occupa di ambiente, andate a vedere il sito di Toronto all’indirizzo http://www.toronto.ca/environment/initiatives/index.htm . E’ in inglese, ma si capisce che si parla di iniziative interessanti ambientalmente.
Credo che gli amministratori dovrebbero prendere a modello gli insegnamenti dei giapponesi: copiare quello che esiste. Ovviamente devono conoscerlo…