FOTO DELLE ISOLE TUVALU (DESTINATE A SCOMPARIRE SE LE NAZIONI NON DIMINUIRANNO L'EMISSIONE DI GAS SERRA)
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venerdì 2 novembre 2007

INVECE DEL DISSALATORE DEL CHIDRO PENSIAMO ALL'ENERGIA SOLARE...

Si nota con un certo disappunto come sulla stampa locale siano presenti alcune dichiarazioni di esponenti politici sulla necessità del dissalatore del Chidro. Addirittura, secondo la stampa, l'Assessore Losappio, a margine di una conferenza, avrebbe paventato che senza la diga di Pian dei Limiti o il dissalatore del Chidro a Gennaio 2008 ci sarebbe una grave crisi idrica nel Salento. Peccato che la costruzione del dissalatore porta via non pochi mesi ma anni... con buona pace del 2008. Secondo me, la stampa ha riportato in maniera errata delle dichiarazioni dell'assessore Regionale all'Ambiente, che è persona preparata e conosce i tempi di costruzione di un dissalatore. Allora perchè la stampa riporta così di frequente esternazioni sul dissalatore del Chidro? Conviene ricordare alcune cose.Il comune di Manduria ha datro il suo parere negativo per problemi di impatto ambientale. Chiaramente, occorre rispettare la sovranità del comune jonico nelle sue decisioni. Inoltre, la necessità del dissalatore del Chidro emerge dalla carenza idrica dell’area salentina, carenza dovuta principalmente alle perdite idriche. L’attuale dirigenza dell’AQP, nel suo piano industriale, ha previsto sostanziali investimenti (220 milioni di euro) per questo problema, considerando il recupero delle perdite una delle priorità della politica industriale dell’Acquedotto Pugliese. Condividendo in pieno questa politica, penso che debba essere considerata seriamente la possibilità di incrementare tale ricerca con i soldi stanziati per il dissalatore, visto che tale opera non si farà per problemi di impatto ambientale. Si parla, mi pare, di 40 milioni di euro.Se pertanto il Partito democratico deve ripartire, deve ripartire principalmente dalle energie alternative, in particolar modo dall’energia solare. Perché non facciamo in modo di attirare in Puglia la ricerca e la produzione per il solare, come ad esempio per sperimentare realizzazioni di centrali solari ? Propongo di sperimentare in Puglia le centrali elettriche termiche (il solare termodinamico caro al Prof. Rubbia) I risparmi in termini di salute ed energetici sarebbero enormi. Inoltre, in Puglia si potrebbe formare una classe imprenditrice e scientifica che potrebbe esportare nel mondo i risultati, con le ovvie ricadute occupazionali. E invece pensiamo ai dissalatori... che tristezza !!!

sabato 20 ottobre 2007

BREVEMENTE SULL'ACQUEDOTTO PUGLIESE

Come sapete, io sono stato molto critico di recente sull’operato dell’Acquedotto Pugliese, anche se ho apprezzato l’impostazione del Piano Industriale 2008-2010 che finalmente da un impulso per riparare le perdite anche se contiene ancora il dissalatore del Chidro. Ma in questo caso devo spendere una parola a difesa dell’AQP. E’ inconcepibile che ci si scagli contro l’AQP perché pretende il pagamento di somme ingenti dovute da tanti anni. Ed è anche giusto che abbia chiuso i rubinetti a chi continuava a non pagare. La riscossione dei crediti è qualcosa di complesso,e una buona gestione non può fare a meno di considerarla. Bene ha fatto, quindi, il management dell’AQP a chiudere i rubinetti a società che non pagavano da anni e vantavano crediti per milioni di euro: rischieremmo di pagarli noi, indirettamente.

sabato 6 ottobre 2007

IL PIANO INDUSTRIALE DELL'AQP E IL DISSALATORE DEL CHIDRO

In questo periodo di Partito Democratico, si ha sempre meno tempo per i comunicati stampa e per i propri articoli (anche perché non si sa con che denominazione di partito uscire), almeno per quelli che necessiterebbero di una riflessione attenta. Sta di fatto che è uscito di recente il Piano Industriale 2007-2010 dell’Acquedotto Pugliese. Quello disponibile al grande pubblico credo sia, in realtà, solo una sintesi del Piano Industriale, quello che in gergo si chiama Executive Summary (una sintesi per chi vuole avere un’idea delle cose principali). Pertanto, occorrerebbe avere i piani industriali completi per poter fare una analisi più approfondita. Ad ogni modo tale piano ha una parte positiva ed una negativa. La parte positiva è che si è in presenza di investimenti di 220 milioni di euro per ridurre le perdite fisiche e le mancate fatturazioni, oltre che ad interessanti direttrici volte alla efficienza di gestione (anche tramite il confronto con realtà che rappresentano punti di eccellenza) . La parte sicuramente negativa è che ricompare il dissalatore del Chidro. Mi auguro che sia un refuso preparato prima della decisione del Comune di Manduria di non volere il dissalatore per problemi di impatto ambientale. Altrimenti sarebbe un gesto di una arroganza enorme, in spregio alla volontà sovrana di un Comune e ad una Valutazione di impatto ambientale. E non serve un articolo sulla stampa per capirlo: è talmente evidente. Pertanto, quei 50 milioni del Dissalatore del Chidro dovrebbero andare da qualche altra parte, spero nel recupero delle perdite fisiche. Ma c’è una cosa strana: scompare il potabilizzatore di Statte e compare il potabilizzatore di Conza della Campania, in provincia di Avellino (che non c’era precedentemente), che ha la stessa portata di quella prevista per Statte. Da qui posso fare varie deduzioni sulla bontà degli investimenti per il recupero perdite (sia il dissalatore del chidro che il potabilizzatore servono a compensare le perdite della rete idrica salentina e se rimangono, vuol dire che il recupero perdite non è sufficiente), ma preme politicamente dire che il messaggio è chiaro: se non posso fare strutture qui in Puglia, vado a farle altrove ma comunque le farò. Industrialmente non fa una grinza. Strano che non si sia fatto lo stesso ragionamento per il dissalatore del Chidro. Aspettiamo i dettagli del piano.

martedì 18 settembre 2007

EPPUR SI MUOVE ... (L'ACQUEDOTTO PUGLIESE)

La risposta dell’Acquedotto Pugliese via Stampa non si è fatta attendere. L’Amministratore Delegato dell'Acquedotto Pugliese ha risposto sul Quotidiano di Puglia, indicando che l’AQP sta lavorando sul recupero perdite e sulla attività di risanamento. Ha anche parlato (e questo se lo poteva risparmiare, visto che almeno la mia parla di dati facilmente reperibili) di “scarsa conoscenza delle problematiche”. Ben lungi dall’entrare in polemica sulla stampa (Machiavelli nei suoi Discorsi diceva, con una punta di maschilismo tipica dell’epoca, che continuare a litigare era qualcosa di poco edificante), almeno sul Blog prendo atto della dichiarazione dell’Ing Monteforte, anche se nulla dice sull’utilizzo passato dei Fondi POR e su quanto scritto nel documento dell’AATO Puglia. Si spera quindi che si proceda sulla strada del risanamento delle reti idriche per evitare i problemi di perdite che causano il problema idrico del Salento e che lo stesso AQP ha rilevato nei documenti da me citati.

domenica 16 settembre 2007

BENE IL NO AL DISSALATORE DEL CHIDRO (Mio comunicato stampa pubblicato il 14 Settembre 2007)

Paradossalmente, la decisione del Comune di Manduria relativamente al no al dissalatore del Chidro può essere di aiuto per le infrastrutture dell’Acquedotto Pugliese.Infatti, sia il dissalatore del Chidro che il previsto potabilizzatore di Statte nascono, come si evince dal ‘Programma Tecnico Economico per l’Integrazione Idrica della Puglia Meridionale' dell’ATO e dell’Acquedotto Pugliese, espressamente per soddisfare il fabbuisogno idrico del Salento. Già quindi è alquanto anomalo che se ne sia parlato con tanta insistenza dopo il problema idrico a Taranto. Comunque, sempre da tale programma si nota che il fabbisogno idrico del Salento è inferiore alla disponibilità idrica derivante dai pozzi e convogliata dagli schemi idrici del Sele e del Pertusillo. In altre parole, l’acqua che arriva sarebbe sufficiente. In realtà, la carenza idrica, come si deduce dallo stesso documento, è imputabile ad un 50% di perdite della rete idrica. In altre parole, sia il dissalatore che il potabilizzatore sono necessari proprio perché vi sono delle perdite nella rete. Non sarebbe più sensato, invece che costruire tali opere, procedere alle opere di risanamento delle reti idriche e alla ricerca delle perdite? Spiace constatare che , come si legge nel documento di verifica dell’Autorità di Ambito Territoriale Ottimale Puglia sui cronoprogrammi degli interventi pianificati dall’Acquedotto Pugliese , i lavori da finanziare con i fondi POR 2000-2006 previsti per il risanamento delle reti idriche , pari a oltre 71 milioni di euro , e per la ricerca delle perdite, pari a oltre 13 milioni di euro, non siano mai stati realizzati e rientrano nella categoria “non realizzabili” perché la conclusione ricadrebbe entro od oltre il secondo semestre 2008, data ultima di rendicontazione. Ci si chiede: come mai l’Acquedotto Pugliese non ha mai iniziato i lavori con tali fondi disponibili dal 2000 al 2006 con un Accordo di Programma che prevedeva anche uno stanziamento di oltre 11 milioni di euro circa del Ministero dell’Ambiente? Invece sul dissalatore si sta accelerando e i fondi relativi, in una rimodulazione di spesa perché anche il dissalatore del Chiro era tra le opere ‘non realizzabili’, sono stati stanziati. Spero che il nuovo piano d’ambito tenga conto della esigenza di risanare le reti idriche e di recuperare le perdite idriche, piuttosto che intestardirsi su opere che hanno un forte impatto ambientale. Certo, fa riflettere come, nel Programma Tecnico summenzionato, si suggerisca a pagina 5 di ‘superare tali osservazioni’ relativamente a osservazioni di carattere ambientale e archeologico relativamente al dissalatore del Chidro, come se l’impatto ambientale o i siti archeologici possano cambiare da un momento all’altro. Bene ha fatto, quindi il Comune di Manduria e l’amico Francesco Massaro a dire di no al dissalatore.

venerdì 14 settembre 2007

RISULTATO DI UNA MIA INIZIATIVE PER IL CENTRO IPOGEO FILONIDE DI TARANTO



Come gli amici che seguono il blog avranno potuto notare, non esiste più il filmato su un problema idrico della struttura IPOGEO Filonide di Taranto. Questo perchè il problema è stato risolto,grazie ad un mio interessamento del quale sono orgoglioso anche perché si è evitato un problema serio ad una struttura di grandissimo pregio e valore storico, dall’Acquedotto Pugliese. Accanto trovate la lettera a me inviata dall'Amministratore Unico dell'AQP. Non ho voluto dare spazio sulla stampa di questa mia iniziativa , né prima per evitare imbarazzi da parte di qualcuno e neanche ora che si è ottenuto il risultato. Mi bastano i ringraziamenti di chi gestisce la struttura. Però lo voglio confidare agli amici che seguono il blog (e nessuno potrà dirmi che sfrutto politicamente il caso perché non ho certo i lettori di un giornale…) .Questo nulla toglie comunque ai miei discorsi critici sull’operato dell’Acquedotto Pugliese negli ultimi anni. Continuerò ad essere critico se l'operato non è , secondo me, corretto politicamente.


sabato 1 settembre 2007

L’ACQUEDOTTO PUGLIESE RISOLVA I PROBLEMI DELLA RETE IDRICA (pubblicato il 26 Luglio)

Quanto sta succedendo in questi giorni sul fronte dell’Acquedotto Pugliese necessita di una riflessione approfondita e di conseguenti azioni. Lascia alquanto interdetti quanto l’Amministratore dell’Acquedotto Pugliese Monteforte ha rilasciato in un’intervista televisiva. Da un lato, infatti, l’amministratore dell’AQP vuole chiudere l’acqua ai ricchi che non pagano (cosa sacrosanta che occorrerebbe fare comunque, anzi mi meraviglio che, in presenza di una così palese violazione contrattuale, non sia stata ancora attuata) , ma successivamente parla anche di una città di Taranto che ha un debito con l’Acquedotto Pugliese superiore ai 12 milioni di euro, accostandola così, a livello di immagine comunicativa , ai ricchi che non pagano. La magistratura sta facendo le sue valutazioni ed indagini a fronte di quanto successo a Taranto per la carenza idrica, e quindi non si vuole aggiungere altro. Ma mi sembra doveroso fare un’analisi approfondita sulla situazione critica cui versa la rete idrica pugliese. Il WWF afferma (peraltro mai smentito) che la rete idrica pugliese ha perdite pari al 57%, quando una perdita fisiologica si attesta intorno al 7%-15%. Un vero colabrodo. Ci chiediamo: non sarebbe meglio incrementare gli stanziamenti per eseguire dei lavori di manutenzione e riparazione delle reti idriche per far diminuire tali perdite? L’Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale, la cui missione è di organizzare il Servizio Idrico Integrato nonché di svolgere le funzioni di programmazione e di controllo della gestione del servizio medesimo nell'interesse degli utenti, sta infatti provvedendo a varare un nuovo Piano d’Ambito, probabilmente anche rimodulando i finanziamenti per le opere che non riuscirebebro a essere completate in tempi compatibili con i finanziamenti POR 2000-2006 e per cui non vi è stata conferma di altri finanziamenti a copertura. Ci chiediamo: non sarebbe il caso di considerare come prioritari (se non unici) gli interventi di manutenzione e riparazione della rete idrica volti a diminuire le perdite del’acqua? E ci chiediamo: esistono dei dati che l’Aquedotto Pugliese ha a disposizione per verificare l’andamento temporale dei valori percentuali di perdite di acqua sul territorio? Proporremo agli organi istituzionali di assegnare degli obiettivi alla dirigenza dell’Acquedotto Pugliese per raggiungere una perdita fisiologica nella rete idrica pugliese, dotando l’Autorità d’Ambito Territoriale Pugliese di strumenti atti a verificare il raggiungimento di tali obiettivi.

IL DPEF DEL GOVERNO E’ UN VOLANO PER L’ECONOMIA (pubblicato il 19 Luglio)

“E’ doveroso rimarcare come il Decreto di Programmazione Economica e Finanziaria, il DPEF, del Governo Prodi, sia un volano per lo sviluppo, soprattutto per il Mezzogiorno. Il DPEF, che ha la funzione di informare sulle dinamiche economiche e di finanza pubbliche, di fissare dei paletti alla finanziarie e di dare un quadro delle politiche in atto e da realizzare, indica infatti un quadro nazionale estremamente migliorato grazie al Governo Prodi. Infatti, siamo alla presenza di una crescita del PIL (la ricchezza di una nazione) stimata per il 2007 al 2% (mentre durante il governo Berlusconi non vi è stata crescita) e per il 2008 all’1,9%, ben al disopra della media dell’ultimo decennio. Inoltre si spenderanno ben 6,5 miliardi di euro nel 2007 e 1,5 miliardi di euro nel 2008 per le Politiche Sociali e di Sviluppo, utilizzando l’extragettito, mentre per la prima volta dopo anni non c’è una manovra correttiva. Inoltre le linee linee strategiche del governo per il 2008-2011 sono estremamente chiare: Politiche per la crescita sostenibile, Politiche per l’equità sociale, Sostenibilità finanziaria e Mezzogiorno. Per il Mezzogiorno, occorre sottolineare come il DPEF prevede un aumento di spesa a favore delle nostre regioni, oltre che un migliore utilizzo delle risorse destinate al Quadro Strategico Nazionale 2008-2013. Pertanto, anche l’opposizione dovrebbe riconoscere quanto di buono ha fatto il Governo Prodi in un solo anno: l’economia cresce a tassi elevati rispetto all’ultimo decennio, per il 2007 vi sono ulteriori risorse da spendere (i 6, 5 miliardi di euro) nonostante si siano rispettati gli obiettivi prefissi ed inoltre non vi saranno manovre correttive dopo anni di largo uso ed abuso. Se a questo uniamo i progetti di innovazione industriale previsti dal Governo Prodi, e che nelle linee programmatiche della Margherita Provinciale pensiamo debbano essere un volano fondamentale per le imprese e le realtà del nostro territorio, otteniamo un quadro d’insieme di sviluppo importante e che nessun tentativo di disinformazione può negare”.